La masterclass, dal titolo Materia e immagine, si inserisce nei laboratori didattici di MASSERIE DELL'IMMAGINARIO sono a cura di Arci Movie per il progetto CEET promosso dall'Arci e co-finanziato dall'Impresa sociale "Con i Bambini". I primi laboratori, dedicati al cinema e alla fotografia, hanno dato l'avvio ad un percorso formativo trasversale tra le arti e i linguaggi artistici. Partiti in questi giorni in modalità a distanza, i corsi si svolgeranno, appena le condizioni sanitarie lo permetteranno, presso le antiche Masserie in cui opera da anni Arci Movie, quella in via De Meis 221 e quella in via Purgatorio 10 a Ponticelli, provando a sviluppare nei giovani filmmaker e fotografi la passione per la creazione di un immaginario nuovo, capace di ri-pensare i nostri modi di vedere e raccontare il mondo che ci circonda. L'itinerario formativo, centrato sulla valorizzazione dell’educazione all’immagine quale strumento di sviluppo individuale e collettivo, sarà caratterizzato dalla continua contaminazione tra i vari percorsi, tanto nella fase didattica quanto in quella espressiva e produttiva.
Ludovica Bastianini è nata nel 1986 a Napoli. Si è laureata in Storia dell'Arte a Napoli e ha studiato fotografia e arti visive a Barcellona, all'Istituto Idep e a Milano, alla NABA, Nuova Accademia delle Belle Arti.
Nel 2017 è stata selezionata tra i talenti emergenti di Circulation(s) - Festival de la jeune photographie européenne, in esposizione al Centquatre di Parigi e da allora, le sue opere sono state esposte o selezionate in numerosi premi e festival (Life Framer, Photogrvphy Grant, Premio Tabò - Festival Fotoleggendo Roma, Athens Photo Festival, Copenaghen Foto Festival, Premio Voglino, ecc.)
Ludovica combina il linguaggio della fotografia con tecniche miste come la pittura, il cucito, il collage, l'illustrazione per l'infanzia e la video animazione. La sua ricerca si concentra sulla manipolazione diretta delle immagini e su come questa possa modificare la nostra comprensione della realtà.
«Durante gli anni universitari ho studiato pittura, illustrazione, fotografia analogica e digitale. Ho sentito il bisogno di sperimentare tutto, non ho mai percepito la fotografia a come un medium delimitato in un linguaggio o in una tecnica specifica. Per me non è fondamentale produrre fotografie mie, preferisco analizzare cosa mi viene proposto dalla società. Appropriazione artistica e manipolazione delle immagini costituiscono la base del mio approccio, ma anche l’interazione con altre discipline e la ricerca di un risultato materico».
(Intervista su Il Fotografo Dic / Gen 2018-19)


