Il nostro amico e compagno Carlo ci ha lasciato e ci mancherà molto. Mi associo ai tanti che hanno scritto belle e toccanti testimonianze sulla sua persona, sulla sua umanità, sul suo essere parte di una associazione. In questi anni ho avuto modo di sentire la sua presenza e di capirne in qualche modo il valore. Posso dire che Carlo c'era sempre. Qualsiasi cosa organizzasse la nostra associazione lui era presente. Nelle lunghe riunioni del comitato direttivo, agli incontri di lettura presso il Centro Mancini, ad accogliere i tanti soci al cinema Pierrot, agli incontri con registi ed attori, Carlo era con noi. Non ho avuto l'occasione di parlarci tanto negli ultimi anni, ma la sua costante presenza mi ha insegnato cosa significa fare associazione, prendersi cura dei propri amici e compagni, impegnarsi. Questo lascia a me e a tutti noi di Arci Movie, l'esempio di come si può ancora stare insieme in un prossimo futuro complicato ed incerto, ma che dovremo tutti affrontare per promuovere socialità a cultura. Carlo ci mancherà, ma resterà nella nostra memoria e nella nostra azione.
ROBERTO D'AVASCIO - Presidente Arci Movie
Stanotte ci ha lasciato Carlo Liberto, anima della nostra associazione, uno degli storici fondatori di Arci Movie che nel novembre del 1990 s'impegnarono per salvare il Cinema Pierrot, facendo nascere un'esperienza associativa che oggi ha 30 anni e che ha sempre tratto la sua forza dal legame personale, profondissimo, esistente fra tutti noi e con il nostro quartiere di Ponticelli.
Carlo era una persona colta, intelligente, ironica, gentile, riservato e discreto ma al tempo stesso estremamente socievole, era capace sempre di regalare un sorriso ed è stato legato, fino alla fine, alla nostra associazione, non solo essendo parte fino all'ultimo del nostro Consiglio Direttivo, ma seguendo sempre con tanta passione e generosità tutte le attività, a partire da quella istituzionale per eccellenza, il Cineforum, che aveva contribuito a far nascere. Carlo era un valore aggiunto, come nessuno era in grado di alimentare lo spirito associativo, la sua casa è stata la casa di Arci Movie, in quel luogo abbiamo condiviso tanti momenti importanti di gioia e serenità, il suo è stato un impegno costante affinché quello spirito, che ha dato origine ad Arci Movie, potesse tramandarsi alle nuove generazioni. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile per tutti, in questo anno drammatico, per noi è un colpo al cuore che mai avremmo voluto ricevere. Carlo era, è e sarà sempre uno di noi, proveremo a ricordarlo sempre con la stessa dedizione e la stessa passione che lui ha profuso in tutti questi 30 anni. Ciao Carlo, che il riposo ti sia lieve.
ANTONIO BORRELLI

Questa foto è stata scattata nel 1998, quando Arci Movie ospitò Silvio Orlando all'arena estiva di CINEMA INTORNO AL VESUVIO. Come sempre in quegli anni, il nostro luogo di rappresentanza e di ritrovo era la casa di Carlo, che con gioia e felicità apriva le porte a tutti, per vivere insieme quei momenti indimenticabili di socialità e di cultura.
"Il più bello dei mari è quello che non navigammo. / Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. / I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. / E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto." Zio Carlo amava questa poesia di Nazim Hikmet, gli piaceva ripeterla, recitarla perché lo rappresentava, incarnava il suo atteggiamento verso la vita, intenso, appassionato ma anche leggero e gioioso. Zio Carlo amava la vita e la sua vita eravamo tutti noi, la sua enorme famiglia allargata fatta di fratelli, amici e tanti, tanti nipoti veri e acquisiti con ognuno dei quali aveva un legame unico, speciale, esclusivo. A ciascuno di noi ha regalato il suo affetto, la sua allegria, i suoi racconti, le sue canzoni, i suoi dolci meravigliosi. A me, caro zio, hai trasmesso la passione per i viaggi, l'amore per la cucina e il culto dell'amicizia. Nel tuo biglietto di auguri per il mio matrimonio hai scritto: “Fate in modo che la stagione più bella sia sempre quella che deve ancora venire". Ci proveremo, zio Carlo, come hai fatto tu, anche se sarà più difficile farlo senza di te.
PAOLA LIBERTO
È vero Paola, amava questa poesia e questa poesia lo rappresentava appieno. Ma sapeva bene che il mare che avrebbe dovuto attraversare non sarebbe stato il più bello: un mare in cui non esistono le feste con gli amici e gli abbracci dei nipoti. Toccherà a noi attraversarlo, e ci sarà un giorno in cui tutto sarà superato e il nostro mondo forse potrà nuovamente assomigliare al suo, avrà di nuovo il sapore dei dolci delle domenica e l’odore della crostata all’amarena, potremo nuovamamente abbracciarci e viaggiare e sperare che “la stagione più bella sia sempre quella che deve ancora venire”.
SARA LIBERTO
TU non eri solo lo zio mio e di Sara, di Marta, di Alessio e Daria, di Laura, di Paola e Carlo, TU eri lo zio di tutti. Quando conoscevi i nostri amici o incontravi i figli dei tuoi numerosi amici per tutti diventavi ”lo zio Carlo”, perché eri speciale: una persona buona, un signore di altri tempi, generoso, gentile, discreto e riservato, ma sempre presente. Eri lo zio Carlo della “Casa del popolo”, del cinema Pierrot, dell'Arci Movie, della casa di San Nicola. Da bambini un nostro gioco era indovinare quanti amici dormivano da zio Carlo, "Come, solo 15 persone? La settimana scorsa erano in 20! Ma come fanno, poi, a stare così tanti amici insieme in una casetta al mare?" Ecco, TU eri tutto questo, eri ACCOGLIENZA. Io cercherò, col tempo, di gioire insieme a te di tutte le cose belle che la vita ogni giorno ci dona, di accoglierle e condividerle con gli altri, come facevi TU. Adesso no, è presto ancora.
ADAMO LIBERTO
Zio Carlo mio. Zio Carlo di quando eravamo piccoli, delle favole al telefono, di Ritmo tropical, zio Carlo di "chi vuole reggere il mantello?", zio Carlo degli amici di zio Carlo, zio Carlo delle discese a mare a piedi, ma poi prendiamo il pulmino, zio Carlo della crostata di fichi, zio Carlo che ricorda l'onomastico di tutti e ti ricorda di fare gli auguri, zio Carlo attento a tutto e capace di darti la risposta più semplice e più giusta di tutte. Zio Carlo che ci ha tenuto tutti uniti. Dice Paola che è impossibile adesso pensare ad un mondo senza di te. Ed è vero, è impossibile. Un giorno, però, quando riusciremo a convivere col dolore della tua assenza, sapremo tornare a sorridere ricordando tutta la tua bellezza e infinita gioia di vivere. Così,”col sole in fronte”, come nella vecchia canzone che cantavi sempre. Adesso provo a pensare che in qualche luogo ci stai leggendo ancora ”Favole al telefono”.
LAURA LIBERTO
Con zio Carlo è stato amore a prima vista, dal momento in cui i miei occhi da neonata hanno incontrato i suoi. E se qualcuno si chiede come faccio ad esserne sicura è perché ho visto ripetersi questa magia anche con mio fratello Alessio, con ognuno dei miei cugini e non solo con loro. Lo stesso amore a prima vista, eppure ogni volta diverso. Perché zio Carlo era così: entrava nella tua vita in punta di piedi e si ritagliava un posto unico e speciale. Suo per sempre.
DARIA CAVALLARO
Non ci sono parole per descrivere questo dolore, non si possono contare i pezzi del nostro cuore che sono volati via con lui, possiamo, però, ancora pensare a quanto siamo stati fortunati ad averlo avuto nelle nostre vite, in ogni momento, in ogni percorso, in ogni traguardo, in ogni gioia e in ogni dolore era sempre lì e non molti hanno questa fortuna... il tempo farà il suo lavoro insieme alle persone che amiamo e che ci sono ancora vicine e allora questo dolore immenso sarà più sopportabile e cederà il posto ai meravigliosi ricordi... Penso che questo caro prezzo da pagare é la contropartita per aver avuto una persona così speciale nella mia vita ed ora questo vuoto sarà quella cicatrice che mi ricorda quanto sia stata fortunata... Mi raccontava le favole per dormire quando avevo l'età di Vittoria, e se c'era lui mandavo via mio padre, perchè le storie narrate da Zio Carlo erano più belle, lui "faceva le voci"... tutta la mia vita è piena di cose che facevo con lui. Adesso è il vuoto, una voragine incolmabile, ma ho scelto di ricordarlo sempre e in ogni modo per quello che abbiamo vissuto, piuttosto che pensare al futuro senza lui, questo é il mio primo passo.
FULVIA RICCARDI
Carlo, amico caro, amico unico di tutti noi, fratello. Siamo tutti — familiari, amici, compagni, conoscenti — affranti dal dolore e trovare le parole per ricordarti in questo triste momento è davvero impresa ardua per ciascuno di noi. “Abbiamo tutti un pezzo di cuore volato via e un difficile dolore da condividere”…cosi mi ha scritto stamattina una tua /nostra giovane amica. Carlo ti rivolgo questo estremo saluto a nome di ”tutti noi”, perché tu sei stato “tutti noi”. Con la tua presenza, la signorilità ed il garbo dei tuoi comportamenti, la tua apprezzata sensibilità e l’amicizia. Nel significato più profondo di questo sentimento è racchiusa la nostra storia. La storia del nostro gruppo, quello che si costituì interpretando i valori e le idealità che tu hai condiviso con tanti di noi, a partire dalla metà degli anni Settanta attorno a quello straordinario “contenitore”, a quel luogo unico nel panorama culturale della nostra città che fu “la Casa del Popolo” di Ponticelli. Un impegno a cui inizialmente aderisti per l’affetto e l’amicizia con tanti di noi e che poi diventò anche tuo e così “la Casa del Popolo” divenne anche il luogo del tuo impegno. Un impegno che hai proseguito incessantemente poi con l”Arci Movie”, con la tua presenza e con la funzione che ti è stata riconosciuta di “ambasciatore”, di una delle più significative esperienze culturali italiane, radicata in una realtà fragile complessa qual è il nostro quartiere. Ti ricorderemo come “amico unico”. Sì, perché con la tua disponibilità hai saputo coltivare con ciascuno di noi un rapporto particolare, sincero, di stima profonda, cogliendo i tratti essenziali, le sfumature caratteriali, sociali, culturali e politiche, che caratterizzano la personalità di ognuno di noi. Potremmo stare qui a ricordare per intere giornate il nostro comune vissuto, il continuo cercarsi, la voglia di stare insieme, di condividere ogni momento della nostra ultra quarantennale amicizia. Mi sto esprimendo al plurale, al maschile, ma sappiano tutti quanto profondo sia stato il tuo rapporto, Carlo, con l’altra metà del cielo, con l’universo femminile, così ampio, ricco articolato, fecondo, da cui siamo stati e siamo circondati da decenni, parte fondante e insostituibile della nostra comune storia di vita. In questi giorni è stato autorevolmente scritto che “l’Italia ha i nervi tesi”, potremmo aggiungere che l’Europa e l’intera umanità hanno i nervi tesi, perché tutti stiamo avvertendo una profonda inquietudine per l’incertezza su quanto sta accadendo e potrà ancora accadere, per la paura della pandemia, per le perdite subite. Oggi però, a questi timori si aggiunge il dolore profondo, lacerante, che viviamo per la tua scomparsa Carlo. La scomparsa del nostro affetto più caro. La tua assenza aggrava l’insicurezza che già accompagna questo tempo della nostra vita. Questo dolore, però, deve aiutarci a riflettere profondamente sul valore del bene dell’amicizia che tu, caro Carlo, caro amico hai coltivato costantemente, con tutti noi, durante l’intero tuo percorso di vita. Nell’antica Grecia un grande filosofo descriveva l’amicizia come “una virtù che nasce dall’attitudine a mettere in atto una libera scelta tra gli individui per conseguire la felicità”. Egli affermava che “gli uomini potrebbero fare a meno di tutti i beni, ma non possono rinunciare all’amicizia”. “Non si può vivere senza amici — diceva — perché in essi noi specchiamo noi stessi, così che quando vogliamo conoscere noi stessi possiamo conoscerci guardando nell’amico”. È questo il tratto significativo che ha caratterizzato la tua esistenza e la tua amicizia con ognuno di noi. E sulla fraternità e sull’amicizia sociale, nell’ultima lettera Enciclica “Fratelli tutti”, Papa Francesco, citando la Samba della Benedizione di Vinicius de Morales, afferma che “la vita è l’arte dell’incontro, anche se tanti scontri ci sono nella vita”. “La vita è l’arte dell’incontro”. È così che ti vogliamo ricordare, perché hai interpretato la tua vita come “l’arte della tessitura dell’incontro”, della tessitura dell’amicizia.
ALDO CENNAMO
Le bellissime e profonde parole di Aldo mi fanno venire in mente gli anni '70 anni di impegno straordinari in quella zona orientale della Napoli operaia e democratica, che ho vissuto da operaio metalmeccanico. La Casa del Popolo di Ponticelli, i compagni che ne facevano parte erano punti di riferimento e di forza per tutti noi. Quando ci lascia un compagno, che ne è stato punto di riferimento, è una grande perdita per tutto noi, per la città di Napoli. Ciao Carlo. Condoglianze alla Famiglia. Riposa in pace.
VINCENZO BARBATO
Sono contenta di averti sentito negli ultimi giorni mattina e sera, sono contenta di essere venuta sotto casa tua per salutarti, ma tu da vero amico fraterno non mi hai fatto salire perché dicevi avevi un po' di febbre e forse non era il caso visto i tempi poi... stamattina prima che ti chiamassi mi è arrivata la telefonata che non vorresti mai avere... sono scesa di corsa per venire sotto casa tua ma mi hanno detto che forse non era il caso di salire, mi sono seduta sulla panchina e sono stata lì... per due ore... mi pareva di starti vicino, Carlo amico mio fraterno mi mancherai.
PATRIZIA LIMATOLA

Non ci sono parole per descrivere il nostro dolore; il vuoto che hai lasciato in tutti noi. Ci consola pensare a quanto siamo stato fortunati ad averti avuto nella nostra vita; abbiamo condiviso gioie, dolori, traguardi e fallimenti tu eri sempre con noi.
Ciao Carlo
TINA DARSENA
Ci conoscevamo da quando eravamo ragazzi. Abbiamo condiviso tutti i momenti lieti e tristi della nostra vita: era parte della famiglia. Sentirò la sua mancanza per sempre.
GABRIELE RICCARDI
Tragica mattinata. È morto a Ponticelli Carlo Liberto. Una persona squisita. Con lui, insieme con altri comuni amici, abbiamo condiviso momenti importanti. E anche ricorrenze e feste. Riservato e generoso, Carlo era stato funzionario presso la Regione Campania. Da sempre ha dedicato il suo tempo libero alle attività culturali e sociali. Prima nella Casa del Popolo, poi a quelle dell' ARCI MOVIE, di cui è stato fondatore, animatore e dirigente. Segno dell'affetto degli amici era la partecipazione vasta e compatta alla festa del suo onomastico a casa sua. Del resto pure Carlo era sempre presente alle nostre feste. Non mancava mai a quella del mio onomastico, spesso allietata dalle sue originali e richieste interpretazioni canore. Celebrammo la fine del Novecento e l'inizio del nuovo millennio con una memorabile festa a casa sua. E come non ricordare le sue vacanze estive a S.Nicola Arcella? La sua casa era sempre piena di amici. Una tappa obbligata per chiunque si recasse in Calabria o in posti vicini come Maratea. Carlo, ci mancherai. Il tuo ricordo rimarrà indelebile non solo tra noi, ma anche tra i nostri figli e nipoti, per i quali sei sempre stato "zio Carlo". Riposa in pace. Et sit tibi terra levis!
PEPPE IMPROTA
Ho conosciuto Carlo quando all’inizio del mio fidanzamento con Gianluca partecipavo alle feste che facevate, ricordo il suo sguardo sempre dolcissimo e affettuoso e qualche volte quando all’inizio mi sentivo un po’ a disagio ricordo che mi veniva vicino e solo con uno sguardo o con una carezza mi sapeva far sentire meglio, poi in seguito con i miei bambini sempre dolcissimo, anche mio figlio Gabriele che lo ricordava benissimo alla notizia è rimasto malissimo... una bella persona questo sei Carlo e ci hai lasciato senza parole... perché tutti quelli che ti conoscevano ti amavano per la tua dolcezza nello sguardo e nei modi, sempre sensibile e delicato, sempre aperto agli altri. Il tempo che ho trascorso con Carlo è stato poco, ma mi è bastato a comprendere quanto bella e luminosa fosse la sua anima.
CARMEN LAPERUTA
Ciao Carlo, ci piace pensare come S. Agostino che "sei solo passato nella stanza accanto" dalla quale continui a irradiare il tuo dolcissimo sorriso a tutti quelli che ti conoscono. Ti vogliamo bene, Tonino e Rosalia.
ROSALIA SOLARO
Eri il classico amico con la A maiuscola sempre disponibile ad accogliere gli infiniti amici nella tua bella casa sempre con qualcosa di buono da offrire perché oltretutto eri un grande in cucina. Non potremo mai dimenticarti e sarai sempre e comunque con noi ,riposa in pace ovunque tu sia adesso, ti vogliamo bene.
RAFFAELLA COCOZZA
Era sempre il primo il giorno del mio onomastico o compleanno a farmi gli auguri. A volte trovavo un messaggio perché avevo acceso tardi il telefonino. Sono sicuro che lo facesse con tutti, ma a me piaceva pensare che io fossi uno dei pochi. In quei giorni mi mancheranno i suoi auguri e certamente lo ricorderò ancor più degli altri giorni. Per me, per tutti non sarà la stessa cosa senza Carlo.
ANDREA D’ANGELO
Ricordo le tante piacevolissime chiacchierate quando ci incontravamo, parlavamo di tutto con estrema sincerità, riusciva sempre a mettermi di buon umore. Come si suol dire “uomo d’altri tempi”.
ACHILLE MORABITO
Abito nel suo palzzo, stamattina alla notizia della perdita di un caro amico, considerato da tutti noi una persona di famiglia, i nostri animi si sono rattristati, una persona gentile socievole cordiale, sempre pronto ad ascoltare, una persona distinta e signorile, una persona che racchiudeva con il suo comportamento, le persone di una volta degne di una stima che va oltre l'amicizia, una persona distinta che in punta di piedi ci ha lasciato.... ciao Carlo, che il signore ti tenga tra le sue braccia per la tua dignitosa vita che hai vissuto, come esempio di uomo onesto pulito trasparente e sincero, Ciao Carlo, amico caro.
CUONO ELIO RIEMMA
Ho conosciuto Carlo tanti anni fa. Una persona colta, gentile e generosa, un signore. Aveva a Ponticelli una bella casa con un bel salone che lui chiamava il salone delle feste perché ne organizzava molte. Amava molto ballare ed era di una simpatia travolgente. Al dolore per la sua scomparsa si aggiunge quello di non averlo potuto salutare per l'ultima volta. Addio amico e compagno, non ti dimenticherò.
VINCENZO SERIO
Ciao Carlo, sono Sergio, con te va via un intero mondo, e quello che resta non sarà più lo stesso. Sono sicuro però che dove andrai incontrerai tanti amici a cui volevi bene. Quando sarai lì... abbraccia forte forte Norma.
SERGIO MIGLIACCIO
Conoscevo Carlo da circa 60 anni, quando con le nostre rispettive famiglie trascorrevamo l’estate ad Erchie. È stato sempre una persona buona e straordinaria, per me ed i miei familiari era Carletto e tale rimarrà per sempre nei nostri ricordi.
PASQUALE ACCETTA
Non pensavo di uscire di casa dopo molti giorni e apprendere la triste notizia. Sei e resterai sempre una persona gentile, sempre col sorriso. Ti ricorderò sempre così.
GRAZIA ASCIONE
Ciao Carlo, mi mancherai molto, sei stato sempre presente alle mie feste. Mi sembravi immortale. La tua dolcezza, il tuo sorriso li ricorderemo sempre.
LUISA FESTA
Ciao Carlo, sono la signora Pina, come mi chiamavate voi. Eravate mio amico confessore, mio fratello. Non vi dimenticherò mai. Riposate in pace.
PINA ZURLO
Una persona stupenda, ci mancherà molto al Parco San Nicola. Con l’affetto di tutto il parco, ti abbraccio.
MARIA CASTELLANO
Caro Carlo, quante cose vorrei dirti, e starti vicino come quando eravamo a San Nicola, e ci capivamo al volo senza bisogno di parole. E ci salutavamo da lontano quando partivo perché non amavi gli addii. Anche oggi ti saluto da lontano, caro amico mio. Non dovevi farci questo scherzo. Per me sarai sempre lì, all'interno del mio cuore dove ti appartiene un posto speciale. Ti ho voluto molto bene.
GLORIA SPESSOTTO

Questa foto per me è il manifesto più rappresentativo dell’esperienza culturale dell’Arci Movie. Mi avvicinavo in quei tempi ai compagni e questa casa l’ho vista sempre come la casa dell’Arci Movie e Carlo era l’anfitrione più gentile e conviviale che potessimo avere. Grazie della tua amicizia.
LELLO CARRIOLA
Che dire? Ho avuto il privilegio di conoscerti oltre 30 anni fa quando ci incontrammo insieme a Enzo e signora per fare nascere Arci Movie a Ponticelli. E da allora un’amicizia profonda, perché con te non si poteva non essere amici, coltivata in numerose occasioni. Tutti gli ospiti che sono passati sul tuo terrazzo, degustando le ottime pietanze che preparavi. Poi le tante Mostre di Venezia che abbiamo condiviso. L'appuntamento il 14 agosto per gli auguri del mio onomastico. Il piacere di condividere con tanti amici i tuoi 60 anni. L'affetto che mi hai fatto sentire quando 10 anni fa ci lasciò Antonietta. La tua fantasia di comprare casa a Parigi. Unico rimpianto è di non averti abbracciato un’ultima volta. Non ti dimenticherò mai.
ALFREDO SALOMONE
Con persone come Carlo, che aveva un animo gentile ed una rara raffinatezza del vivere e dello stare con gli altri, se ne va un mondo che abbiamo conosciuto e che non ritornerà. La sua amabilità resterà sempre nei nostri cuori.
ANTONELLA DI NOCERA
A settembre scorso, Carlo, ci diede ennesima prova del suo attaccamento alla vita associativa... insieme a Enzo e Mario venne a inaugurare il nostro orto a villa Filippo, ricordo di aver detto a Enzo: sapevo che sareste venuti voi tre. Carlo si mise un po' più lontano perché aveva dei problemi di salute, ma nonostante tutto volle esserci. Voglio ricordarlo con il sorriso che lo accompagnava sempre e con tutti i dolci che nel tempo ci ha fatto assaggiare. So che sei in un luogo migliore del nostro, perché eri una splendida persona. Ci mancherai.
FELICE DI BENEDETTO
Avevo questo desiderio di condividere con voi i miei pensieri degli ultimi due giorni e questo mi è sembrato il modo migliore di farlo. La giornata di oggi è stata strana: la fatica di non potersi abbracciare, neanche di guardarsi bene negli occhi. L'imbarazzo di non avvicinarsi troppo o quello di non averlo fatto abbastanza. È stata strana perchè c'eravamo tutti e, per la prima volta, non c'era lui. È stata strana perchè non ce lo aspettavamo. Perchè avremmo voluto tutti celebrarlo in modo più adeguato, in un modo che rendesse anche omaggio a quel suo modo di "fare le cose per bene", di celebrare le ricorrenze con tutti i crismi, con quella cura che gli apparteneva così tanto. Sono certa che potremo, un giorno, farlo. Bene: queste mie parole saranno il mio abbraccio, calorosissimo, strettissimo, per tutti e per ciascuno di voi. C'è poco e molto da dire: Carlo è stato una persona semplicemente unica. È stato unico nel suo modo di essere amico, cittadino; unici il suo affetto, la sua cortesia, la sua ironia; unico il suo modo di essere parte di una comunità, di un progetto. Unici i suoi dolci... e non solo perchè fossero buoni, ma soprattutto perchè anche quelli lo raccontavano alla perfezione, rispecchiando il suo modo di essere: buoni, equilibrati, pieni di cura e attenzione. Abitando entrambi nel centro storico di Ponticelli, mi capitava molto di frequente di incontrarlo anche solo per strada o a Messa, e Carlo aveva quella capacità di ricordarti, in due parole, ma soprattutto nel modo in cui te le diceva - con quella confidenza, con quella tenerezza - che ti voleva bene e che ti riteneva una persona di famiglia, semplicemente. Spesso Dario mi diceva: "Ho incontrato Carlo: quando lo incontri per strada, Ponticelli ti sembra più europea!". E Carlo era così: elegante, moderno, amante dei giovani, ma al contempo così profondamente radicato nella realtà e nella storia di Ponticelli. Carlo è stata una persona con un raro, profondo, radicale senso dell'amicizia, che l'ha reso fecondo come pochi. Gli amici per lui sono stati fratelli, sposa, figli, nipoti. Gli amici sono la sua eredità e la sua numerosissima discendenza. Ieri pomeriggio Dario mi ha detto "Ponticelli ha perso proprio una bella cosa". Queste sue parole mi hanno fatto molto riflettere. Carlo effettivamente, non è stato solo una persona bella e cara. Carlo è "una bella cosa", un valore aggiunto per la nostra comunità, una specie di istituzione. La sensazione che mi ha colto ieri è stata un po' come di un terreno che mi veniva meno sotto i piedi: l'avevo provata, nello stesso modo, quando è morto don Ciro Cocozza. Non è solo l'affetto, il legame... c'è qualcosa di più. Forse è che, nel mio modo di vederli e di percepirli, entrambi rappresentavano - ciascuno a suo modo - un vero e proprio avamposto di cittadinanza attiva, un esempio di impegno civile, di radicamento profondissimo nella loro comunità di appartenenza, di fedeltà a quella comunità ferita che va oltre la ragionevolezza. E questo loro modo di essere cittadini mi restituiva una specie di paternità universale... e la loro assenza una specie di smarrimento ... un sentirmi orfana di questa paternità, come se loro fossero il segno tangibile di una Ponticelli che è madre, che mi è madre, che mi è comunità e famiglia... e dunque il loro non esserci più mi fa sentire più orfana di questo. Loro per me erano anche questo, in fondo anche l'Arci Movie per me è un po' di questo. Carlo, in questo momento, mi lascia non solo il dolore per la perdita, ma una terra sotto i piedi che si sgretola. Al contempo però, penso che mi piacerebbe, tra qualche anno, che qualcuno pensasse a me in questo stesso modo. Mi piacerebbe diventare anch'io "questa cosa"... mi piacerebbe darla agli altri, mi piacerebbe essere "terra" per qualcun altro, anche se poi dovrò sgretolarmi. Gesù dice che il seme che muore e cade nella terra porta frutto... se noi saremo terra, Carlo potrà essere seme.
ROBERTA GUARRACINO
Sto piangendo, ancora una volta, nel leggere le bellissime cose che Roberta ha scritto su Carlo. Qui a casa mia il dolore è grande. Investe me, Rita ma soprattutto le mie figlie legatissime a zio Carlo. Fernanda e Isabella hanno giocato più con Carlo che con me, si aprivano con lui e non con me. Mi auguro che ci sia un giorno non lontano in cui poter ricordare e celebrare Carlo nel modo dovuto.
VINCENZO MAURIELLO
Caro Carlo, con me porterò sempre dietro il sorriso dei tuoi occhi buoni e attenti. Eri e resti lo spirito generoso della famiglia arci Movie.
MARIA TERESA
Carissimi tutti, sono contenta che si riesca, oggi, a dire due parole su quanto ci abita dentro. In questo tempo dove tutto tende alla chiusura e alla tensione sembra che, a tratti, si faccia fatica anche a far restare il cuore aperto e disposto all’ascolto. Sembra quasi ripetitivo dire quanto sia stato duro accogliere la notizia di Carlo... quanto ci abbia lasciato senza troppe parole. Ho fatto esperienza di quanto la morte possa lasciarci privi di un pezzo di storia, di vita... ho avvertito di quanto mi abbia cambiata profondamente rimescolando le parti più intime di me stessa per dargli un nuovo ordine, una nuova dimensione. Con Carlo si è ripetuta una cosa che non avviene sempre... la sensazione cioè di esser rimasta “monca”. Monca di una “cosa bella” - come diceva Roberta. Monca di un modo di essere che ti lascia incantata e che vorresti imitare, che vorresti ingoiare per farlo tuo. Carlo non era solo una persona squisita e amica... era quel pezzo grande di bene che ti cambia la giornata, la settimana, la vita. Non so se riesco a passare l’idea. Carlo è quella bellezza che incontri e che ti cambia, dal di dentro. C’è tristezza oggi... ma anche una profonda consapevolezza: il bello non va perduto, mai. Resta ed è forte più della roccia. Lewis in un suo libro dice: «...ho scoperto come l’abbandono al dolore, invece di legarci ai morti, ce ne distacca. È proprio nei momenti in cui la pena è meno forte che quella persona ti invade di colpo la mente nella sua piena realtà, nella sua alterità...». Ecco la mia speranza: quando la pena sarà meno forte riuscire ad abbracciarci e a fare memoria di quanto la bellezza può viverci accanto senza morire.
OLIMPIA BORRELLI
Grazie per questa condivisione che sa di bellezza e verità. Carlo ci ha lasciato una grande eredità, spero con tutto il cuore che un giorno potrò somigliargli, anche solo un pò sarebbe una gran cosa per me. Eternamente grata a questo uomo.
MARINA PADRICELLI
Carissimi, oggi non potevo non condividere con voi il grande ricordo di Carlo. Oggi è il suo onomastico ed io, come se fosse ancora tra noi, voglio fargli un milione di auguri e ringraziarlo ancora per tutto quello che ci ha donato. Grazie Carlo, mi permetto di cantare una tua canzone, ma il tuo stile non potrà mai essere imitato.
GIANNI FONTANAROSA
Cari amici, grazie per le emozioni e l’affetto che avete comunicato anche con le vostre parole, parole pregnanti di verità, di amore e di storia di vita condivisa che ha tracciato un cammino. È’ vero, come qualcuno di voi ha detto, che con Carlo se ne va anche un pezzo di quel mondo bello che, aggiungerei, per nostra fortuna abbiamo conosciuto. Siamo stati fortunati ad averlo avuto accanto, ma anche Carlo, e qui esprimo il sentire di tutti i Liberto, ha avuto il privilegio di essere stato accompagnato da amici come Voi… Vi siete scelti reciprocamente, come nelle più belle storie d’amore, lo avete tutelato e da lui siete stati tutelati, lui che proteggeva con leggerezza e sensibilità, allontanando da sé e da coloro che in lui si rifugiavano, ogni forma di turbamento e quel suo camminare lieve lo ha accompagnato fino alla fine, quando ci ha lasciato in punta di piedi, senza fare rumore, con discrezione. Sì, lui era proprio così, anche quando ostentava quell’aria un po’ birichina, affettuosa, gioiosa che conoscevamo bene, mentre, quasi per celia, come nella bella foto che lo rappresenta, si fingeva in disparte e ci osservava tutti. E quello sguardo ancora continua…Non ci lascia.
IMMA COLONNA LIBERTO
Cari amici, nel ringraziarvi ancora, vi salutiamo con la gratitudine e il conforto per la vostra vicinanza, che sono grandi come è stato grande l’affetto di cui avete circondato Carlo. Per ora, ci è consentito questo: un ricordarlo a distanza, nell’attesa che arrivi presto un tempo più umano, per tornare a guardarci negli occhi, a toccarci, a tenerci per mano senza paura. Allora sì che ci incontreremo davvero per celebrarlo, nel modo che piacerebbe a lui. Intanto, ci è sembrato bello chiudere questa pagina che gli è stata dedicata dalla famiglia dell'Arci Movie (prezioso il supporto tecnico di Giovanni Bellotti), con l’omaggio musicale di Gianni, perché siamo certi che il nostro Carlo l’avrebbe gradito e vogliamo condividerlo con tutti voi, per abbracciarvi ed abbracciarci con lui, in questo mese trascorso nella sua assenza, per continuare a stare insieme, oggi, e poi ancora…
29 novembre 2020
I LIBERTO


