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Agostino Ferrente, Antonio Capuano e Alessio Forgione ospiti di CINEMA INTORNO AL VESUVIO

Il regista Agostino Ferrente, insieme da Antonio Capuano ed allo scrittore Alessio Forgione, presenta il film SELFIE sabato 1 agosto 2020 all'Arena di Villa Vannucchi nell'ambito di CINEMA INTORNO AL VESUVIO

 

Serata speciale per la XXVII edizione della rassegna di Arci Movie “Cinema intorno al Vesuvio” che si svolge all'Arena di Villa Vannucchi con il sostegno del Comune di San Giorgio a Cremano.

Sabato 1 agosto alle 21.15 è prevista la proiezione di “Selfie” di Agostino Ferrente (Francia/Italia, 2019 - 79'), che ha cominciato nel febbraio 2019 la sua importante circuitazione internazionale con la selezione ufficiale alla Berlinale e, poi, con la partecipazione ad oltre 50 festival internazionali, ricevendo numerosi premi. Da poco tempo, inoltre, il film ha vinto sia il David di Donatello come “Miglior Documentario” sia il Nastro D’Argento come miglior documentario per “Il Cinema del Reale”. Per l'occasione, a presentare il film al pubblico dell'Arena di Villa Vannucchi, ci saranno il regista Agostino Ferrente e il giovane scrittore Alessio Forgione, insieme ad un ospite d'eccezione, il regista Antonio Capuano.

Ingresso gratuito con prenotazione a questo link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-selfie-113751337312 a partire dalle ore 14.00 del 30 luglio.

 

SELFIE

Estate, Napoli, Rione Traiano. Qui vennero relegati gli sfollati delle baraccopoli di via Marina, rimasti senzatetto dal dopoguerra. Qui, nell’estate del 2014, un sedicenne morì per un errore di persona durante un inseguimento di polizia. Davide – così si chiamava – come tanti altri adolescenti cresciuti in quartieri difficili, aveva lasciato la scuola e sognava di diventare calciatore. Girava in motorino senza casco, e mai avrebbe pensato che un’infrazione così diffusa fra i suoi coetanei avrebbe potuto costargli la vita.

Anche Alessandro e Pietro hanno 16 anni, vivono al Rione Traiano e sono amici fraterni, diversissimi e complementari.

Alessandro è cresciuto in assenza del padre, che dopo la separazione dalla madre si è trasferito altrove e continua a fargli desiderare la sua presenza. Ha lasciato la scuola dopo una lite irrisolta con un’insegnante che pretendeva imparasse a memoria l’Infinito di Leopardi. Ora fa il garzone in un bar, e in particolare è addetto alla consegna a domicilio: con una mano guida il motorino (ovviamente senza casco), con l’altra tiene acrobaticamente in equilibrio il vassoio. Guadagna poco, non va in vacanza ma ha un lavoro onesto in un quartiere dove, per i giovani disoccupati, lo spaccio è una sorta di ammortizzatore sociale a cui è facilissimo accedere.

Pietro sogna di diventare parrucchiere, ma al momento è disoccupato. Il padre, di mestiere pizzaiolo, ha un ingaggio stagionale fuori città e torna a casa una volta alla settimana. Sua madre è andata in vacanza al mare con gli altri due figli piccoli; lui invece ha deciso di passare l’estate a casa, per fare compagnia al suo migliore amico e liberarsi dei chili di troppo cominciando finalmente una dieta che rinvia da quando, in seguito alla morte di un cugino in un incidente stradale, ha perso il controllo dell’alimentazione.

Alessandro e Pietro accettano la proposta di filmarsi con l’iPhone che il regista offre loro perché raccontino in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, lo scenario del quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide.L’auto-racconto in “video-selfie” di Alessandro e Pietro e degli altri ragazzi che partecipano al casting del film viene alternato con le immagini gelide delle telecamere di sicurezza che sorvegliano le strade del rione, come grandi fratelli indifferenti che fotografano una realtà immutabile. E il quartiere appare nelle immagini dei ragazzi come nella poesia di Leopardi che finalmente Alessandro prova a studiare e a raccontarci: circondato da un muro che esclude la conoscenza di tutto il resto.